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L’umidità nelle murature è uno dei problemi più diffusi e più sottovalutati nell’edilizia, specialmente nel patrimonio edilizio del Veneto, dove molti edifici residenziali — sia in pianura sia in centro storico — presentano fondazioni senza barriera umidità originale, cantine interrate e muri a contatto col terreno.
Il problema non è solo estetico: le murature umide perdono resistenza meccanica, sviluppano muffe (con rischi per la salute), degradano gli intonaci e i rivestimenti, aumentano le dispersioni termiche e danneggiano i materiali ligneei e metallici in contatto.
Questa guida tecnica illustra come diagnosticare il tipo di umidità e quali prodotti e tecniche usare per risanarla in modo duraturo.
Diagnosi: i tipi di umidità
Prima di scegliere il prodotto giusto è fondamentale capire l’origine dell’umidità. Le cause principali sono:
1. Umidità di risalita capillare
È la più comune negli edifici storici. L’acqua presente nel suolo risale nella muratura per capillarità — come succede a uno stoppino. La velocità di risalita dipende dalla porosità della muratura e dal livello della falda.
Sintomi: macchie che iniziano a 20-30 cm da terra e salgono fino a 80-150 cm (come riconoscere l’umidità di risalita capillare). Efflorescenze saline bianche (cloruri, nitrati, solfati portati in superficie dall’acqua che evapora). Distacchi dell’intonaco a strisce orizzontali. Odore di muffa a livello del pavimento.
2. Infiltrazioni da terreno
L’acqua entra attraverso la muratura interrata per pressione idrostatica. Frequente in cantine e piani seminterrati nelle zone con falda superficiale (pianura veneta).
Sintomi: macchie in corrispondenza di giunti, fessure, passaggi impianti. Presenza di acqua libera o trasudamento generalizzato. Aumenta dopo periodi di pioggia intensa.
3. Condensazione e ponti termici
L’umidità non viene dall’esterno ma si forma per condensazione del vapore acqueo interno sulle superfici fredde (ponti termici, angoli freddi, pareti poco isolate). Non è un problema strutturale della muratura ma di isolamento termico.
Sintomi: macchie di muffa sugli angoli interni, sui ponti termici, sotto i davanzali. Aumenta in inverno. Non c’è efflorescenza salina.
Prodotti e sistemi di risanamento
Idroiniezione (per umidità di risalita)
Il sistema più efficace per bloccare definitivamente l’umidità di risalita è la idroiniezione: si iniettano resine o siliconi a base acqua nella muratura attraverso una serie di fori inclinati (a 30-45°), creando una barriera chimica impermeabile che interrompe la risalita capillare.
Prodotto di riferimento: Mapei Mapestop — emulsione siliconico-silossanica che penetra nella muratura e cristallizza nelle porosità, rendendole idrorepellenti.
Procedura: forare la muratura ogni 10-12 cm (larghezza del foro 12-16 mm), a una profondità di 3/4 dello spessore del muro, inclinando il foro verso il basso a 30°. Iniettare il prodotto per gravità o con pompa a bassa pressione. Tappare i fori con malta di calce idraulica.
Leggi anche: Mapelastic e impermeabilizzanti bicomponenti: guida tecnica
Intonaco deumidificante (WTA System)
Dopo aver bloccato (o ridotto) la fonte di umidità, la muratura deve asciugarsi progressivamente. L’intonaco deumidificante del sistema WTA (Wissenschaftlich-Technische Arbeitsgemeinschaft) è progettato per:
- Assorbire i sali in un reticolo poroso controllato, evitando che cristallizzino in superficie causando distacchi
- Permettere la diffusione del vapore: alta traspirabilità (coefficiente μ basso) per permettere l’asciugatura progressiva della muratura
- Resistere alla pressione idrostatica dei sali in cristallizzazione
Prodotti di riferimento: Mapei Poromap Deumidificante (malta per risanamento EN 998-1 classe R, conforme ai requisiti WTA), Mapei Mape-Antique MC, Röfix 640 Intonaco Risanante.
Lo spessore minimo dell’intonaco deumidificante è 20 mm per garantire il volume di assorbimento dei sali previsto dalla norma WTA 2-9-04/D.
Malta risanante (Mapei)
Per il risanamento di elementi in calcestruzzo armato degradato (corrosione dei ferri, carbonatazione del calcestruzzo, distacchi), Mapei offre la gamma Mapegrout:
- Mapegrout Thixotropic: malta tixotropica per riparazioni verticali e in sottoriva. Non cola dopo l’applicazione.
- Mapegrout 430: malta fibrorinforzata ad alta resistenza per risarciture strutturali.
- Mapegrout SFR 4: sistema con microfibra di acciaio, per risarciture in ambienti aggressivi.
Leggi anche: Intonaco esterno: come sceglierlo e applicarlo correttamente
Intonaci risananti a base calce NHL (edifici storici)
Per edifici storici in pietra o laterizio antico, l’intonaco deumidificante a base calce NHL è preferibile ai sistemi cementizi:
- Compatibilità chimica con i sali della muratura storica
- Alta traspirabilità
- Nessun rischio di rigidità eccessiva che possa danneggiare il supporto
Prodotti nel catalogo Epiù: MGN Intonaco Risanamur B-80 (con il suo rinzaffo), Fassa Risanafacile.
Il ciclo di risanamento completo
Fase 1 — Rimozione del vecchio intonaco
Il vecchio intonaco deve essere rimosso completamente, fino al supporto grezzo, per un’altezza almeno 50 cm superiore alla zona visibilmente umida. Non si può applicare il nuovo sistema su intonaco vecchio degradato.
Fase 2 — Trattamento della causa
- Risalita capillare: idroiniezione con Mapestop o prodotto equivalente
- Infiltrazione da terreno: impermeabilizzazione esterna o interna (Volteco Garvo, Aquascud)
- Condensazione: migliorare l’isolamento termico (non un problema idraulico)
Fase 3 — Intonaco deumidificante
Applicare il rinzaffo specifico per risanamento (es. Mape-Antique IC), poi l’intonaco deumidificante WTA in strati da 10 mm ciascuno fino a 20 mm totali.
Fase 4 — Finitura (dopo 6-12 mesi)
Solo dopo che il muro ha completato l’asciugatura (misurare l’umidità residua con igrometro) si applica la finitura. In questo caso mai intonaci impermeabilizzanti o pitture impermeabili: devono essere sistemi traspiranti (silicati, calce).
Domande frequenti
La risalita capillare parte da terra (macchie da 20–30 cm fino a 80–150 cm) con efflorescenze saline bianche e distacchi dell'intonaco a strisce orizzontali; la condensa si forma su angoli e ponti termici, peggiora d'inverno e non lascia sali. Le infiltrazioni da terreno aumentano dopo le piogge intense.
È la barriera chimica contro la risalita: si iniettano emulsioni siliconico-silossaniche (es. Mapei Mapestop) in fori ogni 10–12 cm, profondi 3/4 dello spessore del muro e inclinati a 30°, che rendono idrorepellenti le porosità. Serve quando l'umidità arriva dal terreno per capillarità.
Un intonaco macroporoso che assorbe i sali in un reticolo controllato e lascia diffondere il vapore, così la muratura asciuga senza distacchi. Spessore minimo 20 mm; prodotti come Mapei Poromap Deumidificante, Mapei Mape-Antique MC, Röfix 640 Intonaco Risanante.
No: l'intonaco gestisce i sali e l'asciugatura, ma se la fonte non viene bloccata o ridotta con l'idroiniezione l'umidità continua a salire. Prima la diagnosi, poi la barriera, infine l'intonaco.
