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L’intonaco è lo strato che protegge la muratura e le dà la superficie finita: pochi centimetri di malta che decidono se una parete resta asciutta, se si fessura, se la pittura regge. Su “intonaco” arrivano al banco domande molto diverse — cos’è esattamente, che differenza c’è con la malta e con il rasante, come si fa, quale tipo scegliere — e questa guida le mette in fila. Per ogni tipo rimanda all’approfondimento dedicato.
Che cos’è l’intonaco
L’intonaco è un rivestimento a base di malta applicato in più strati sulla muratura, in interno e in esterno. Ha tre compiti: proteggere il muro dall’acqua e dagli urti, regolarizzare la superficie coprendo mattoni, blocchi e giunti, e preparare il fondo per la finitura — pittura, rivestimento, decorativo.
Il ciclo tradizionale ha tre strati, ciascuno con una funzione:
- Rinzaffo (o aggrappante): uno strato sottile e ruvido, spruzzato sulla muratura, che crea l’aggancio meccanico per quello che segue. Sui supporti lisci o poco assorbenti — calcestruzzo, blocchi in cemento — è indispensabile.
- Arriccio (o intonaco di fondo): lo strato di spessore, in genere da 1 a 2 cm, che dà planarità e resistenza. È l’intonaco vero e proprio.
- Finitura (intonaco civile o stabilitura): lo strato finale, fine e liscio, di pochi millimetri, su cui va la pittura.
Con i premiscelati moderni i tre strati possono ridursi a due, o a uno solo nei sistemi monostrato per interni: cambia il prodotto, non la logica.
Intonaco, malta e rasante: che differenza c’è
Le tre parole si confondono spesso, ma indicano cose diverse.
La malta è il materiale: un impasto di legante (calce, cemento, gesso), sabbia e acqua. Serve per allettare — cioè legare fra loro mattoni e blocchi — e serve per intonacare. Quando si dice “malta” senza altro si intende di solito la malta da muratura, quella fra un mattone e l’altro.
L’intonaco è la malta applicata come rivestimento, a strati, sulla parete già costruita. Stesso tipo di materiale, funzione diversa: la malta tiene insieme il muro, l’intonaco lo copre.
Il rasante è uno strato ancora più sottile, da 1 a 3 mm, che si stende sopra l’intonaco per portarlo a una planarità perfetta prima della pittura, o per riparare un intonaco vecchio senza demolirlo. Non sostituisce l’intonaco: lo rifinisce. Se ne parla nella guida alla rasatura del muro e, per gli intonaci fessurati, in quella sulla rasatura armata.
I tipi di intonaco
Gli intonaci si distinguono per il legante, che decide come si comportano con l’acqua e con i movimenti del muro, e per la funzione, quando sono formulati per un problema specifico.
| Tipo | Cosa lo caratterizza | Dove si usa |
|---|---|---|
| Calce-cemento | Il fondo più diffuso: resistente, adatto a interno ed esterno, si lavora a mano e a macchina | Edilizia nuova e ristrutturazione, laterizio e blocchi |
| Calce idraulica naturale (NHL) | Traspirante, poco rigido, compatibile con le murature antiche in pietra e mattone pieno | Restauro, bioedilizia, muri storici → guida alla calce NHL |
| Gesso | Presa rapida, superficie liscia, non regge l’acqua | Solo interni asciutti |
| Deumidificante (macroporoso) | Assorbe i sali e lascia evaporare l’umidità che risale dal terreno | Murature umide → risanamento murature umide |
| Termico | Alleggerito con perlite, argilla espansa o EPS: isola più di un intonaco normale a parità di spessore | Correzione di ponti termici, edifici dove il cappotto non è possibile |
| Fibrorinforzato | Fibre nell’impasto contro le fessurazioni da ritiro | Supporti misti, grandi superfici, facciate esposte |
| Armato | Intonaco con rete annegata, per rinforzare o per tenere insieme supporti diversi | Cambi di materiale, rinforzo di murature → rasatura armata |
Intonaco interno o esterno
In esterno l’intonaco lavora contro pioggia, gelo e sole: serve un legante idraulico — calce-cemento o calce idraulica naturale — con buona resistenza meccanica e permeabilità al vapore, e in facciata conta la finitura, che è la vera barriera all’acqua. È il tema della guida all’intonaco esterno.
In interno il problema è diverso: nessuna pioggia, ma serve una superficie liscia, tempi rapidi e un buon comfort. Qui entrano gli intonaci a base gesso e i premiscelati pronti, spesso monostrato, che con una sola applicazione a macchina danno un fondo già quasi finito. Sono i prodotti della guida all’intonaco premiscelato. Nei locali umidi — bagni, cucine, lavanderie — anche in interno è meglio restare sulla calce-cemento.
Come si fa l’intonaco
Il procedimento è lo stesso da secoli; i premiscelati hanno tolto il dosaggio in cantiere, non le fasi.
- Preparare il supporto. La muratura dev’essere pulita, senza polvere, oli o parti friabili, e bagnata se molto assorbente: un mattone asciutto ruba l’acqua alla malta e l’intonaco non fa presa. Le parti in calcestruzzo liscio e i blocchi in cemento vanno trattati con un aggrappante.
- Rinzaffo. Uno strato sottile e grezzo, spruzzato con la cazzuola o a macchina, lasciato ruvido. Si attende che faccia presa, in genere un giorno.
- Fasce e guide. Si posano delle fasce verticali di malta, a filo, che servono da riferimento per lo spessore: l’intonaco fra una fascia e l’altra viene tirato con la staggia appoggiata alle fasce.
- Arriccio. Lo strato di fondo, 1–2 cm, steso e tirato con la staggia, poi frattazzato — passato con il frattazzo per chiudere la superficie. Dove il supporto cambia materiale o ci sono canaline si annega la rete porta intonaco.
- Finitura. Dopo la presa dell’arriccio, lo strato civile: pochi millimetri, tirato con il frattazzo di spugna fino a una superficie uniforme.
- Stagionatura. Un intonaco a calce-cemento va lasciato maturare, di regola quattro settimane, prima di pitturare: un intonaco ancora umido e alcalino rovina la pittura. Va protetto da sole diretto, vento e gelo nei primi giorni.
A macchina — con l’intonacatrice a spruzzo — il rinzaffo e l’arriccio sono molto più rapidi, ma le fasi non cambiano; cambia il prodotto, che dev’essere formulato per il pompaggio.
La rete porta intonaco: quando serve
L’intonaco si fessura dove il supporto sotto non è omogeneo: al passaggio fra laterizio e calcestruzzo, fra muro e trave, sopra le tracce degli impianti, negli angoli delle aperture. In quei punti si annega nell’arriccio una rete porta intonaco che distribuisce le tensioni. Le due famiglie:
- Rete metallica stirata (Nervometal), zincata, per i cambi di materiale, le tracce e i supporti che non trattengono la malta.
- Rete in fibra di vetro alcali-resistente, da 145 a 275 g/m², annegata nello strato superficiale per le grandi superfici e le facciate esposte: la stessa logica della rasatura armata, applicata all’intonaco.
Sui supporti che non aggrappano — calcestruzzo liscio, superfici verniciate — prima della rete e del rinzaffo serve un aggrappante, un primer con quarzo che dà ruvidità al fondo.
Gli intonaci nel catalogo Epiù
Fondi a calce-cemento
Fassa KC 1 è l’intonaco di fondo a base di calce e cemento per interni ed esterni, il riferimento della gamma; Fassa KD 2 è la versione fibrorinforzata, per i supporti misti e le superfici dove il ritiro fa fessurare; Fassa KI 7 aggiunge alle fibre l’idrofugazione, per le facciate esposte. Baumit MPA 35 L è un fondo alleggerito a calce-cemento per mano e macchina, Baumit Primo 1 il fondo a macchina in silos, Grigolin FG 12 e FG 12 Fibrato i fondi Grigolin, radicati nel Triveneto.
Calce idraulica naturale
Röfix Calceclima Ambiente NHL 5, Mapei Mape-Antique Intonaco NHL e le calci MGN per il restauro: intonaci traspiranti e poco rigidi per le murature storiche e la bioedilizia.
Interni e premiscelati pronti
Baumit Ratio 26, intonaco a base gesso per pareti e soffitti interni, applicabile a macchina come monostrato; Prima K2 intonaco base gesso.
Deumidificanti, termici e rinzaffi
Mapei Poromap Deumidificante e Röfix 640 per le murature umide; Leca Termointonaco a base di calce idraulica naturale e argilla espansa e Baumit Klima per l’isolamento; per il rinzaffo Fassa Rinzaffo 720, Baumit Spritz, Grigolin RG 15 e Röfix 675; come aggrappanti Fassa PAC 272, Röfix AP 320 e Grigolin PRG 101. Per le reti, la metallica Nervometal e le reti in fibra di vetro Baumit Startex, Röfix P50 e Akifix.
In filiale la scelta si fa sul supporto reale e sulla stagione di posa: un intonaco applicato d’estate su un muro assorbente non è lo stesso lavoro di uno d’inverno su calcestruzzo. Trova la filiale Epiù più vicina o consulta la guida completa ai chimici, malte e leganti.
Domande frequenti
È un rivestimento a base di malta applicato a strati sulla muratura, in interno ed esterno, per proteggerla dall'acqua e dagli urti, regolarizzarne la superficie e preparare il fondo alla finitura. Il ciclo tradizionale ha tre strati: rinzaffo (aggancio), arriccio (spessore e planarità, 1–2 cm) e finitura civile (pochi millimetri, per la pittura).
L'intonaco è lo strato di fondo, spesso 1–2 cm, che copre e protegge la muratura. Il rasante è uno strato molto più sottile, 1–3 mm, che si stende sopra l'intonaco per portarlo a planarità perfetta prima della pittura o per ripararlo senza demolirlo. Il rasante non sostituisce l'intonaco: lo rifinisce.
La malta è il materiale: legante, sabbia e acqua. Serve per allettare mattoni e blocchi e serve per intonacare. L'intonaco è la malta usata come rivestimento, a strati, sulla parete già costruita. Stesso tipo di impasto, funzione diversa: la malta tiene insieme il muro, l'intonaco lo copre.
Si prepara il supporto (pulito, bagnato se assorbente, aggrappante sul calcestruzzo liscio), si spruzza il rinzaffo e si lascia fare presa, si posano le fasce di riferimento, si stende l'arriccio tirandolo con la staggia e frattazzandolo — con la rete porta intonaco dove il supporto cambia materiale — e infine la finitura civile. Poi la stagionatura: di regola quattro settimane prima di pitturare.
Sono due intonaci di fondo Fassa a base di calce e cemento, per interni ed esterni. KC 1 è la versione base; KD 2 è fibrorinforzato: le fibre nell'impasto contrastano le fessurazioni da ritiro, e lo rendono la scelta sui supporti misti e sulle superfici grandi. KI 7 aggiunge alle fibre l'idrofugazione, per le facciate più esposte.
Un intonaco a calce-cemento va lasciato maturare di regola quattro settimane: nei primi giorni è ancora umido e fortemente alcalino, e una pittura applicata troppo presto si stacca o si macchia. I tempi si allungano con il freddo e l'umidità e si accorciano con i premiscelati a gesso per interni, che vanno però verificati sulla scheda del prodotto.
