INDICE DELL'ARTICOLO
Silicone neutro o acetico? La domanda sembra tecnica, ma in cantiere la risposta sbagliata significa giunti che si staccano, calcestruzzo macchiato o marmo corretto. Il silicone è il sigillante più usato in edilizia — ma la distinzione tra le tipologie è raramente chiara agli operatori che lo comprano al bancone.
Silicone neutro vs acetico: la differenza che conta
La differenza tra silicone neutro e acetico riguarda il meccanismo di polimerizzazione — non le prestazioni elastiche finali, che sono simili.
Silicone acetico: Polimerizza per reazione con l’umidità dell’aria, liberando acido acetico (CH₃COOH). L’odore di aceto durante la posa è il segnale inequivocabile. L’acido acetico è aggressivo verso:
– Calcestruzzo e muratura (reagisce con il carbonato di calcio)
– Marmo, travertino e pietre calcaree (macchie bianche permanenti)
– Metalli ferrosi e zinco (corrosione)
– Materiali a base cementizia in generale
Silicone neutro: Polimerizza liberando alcol (metanolo o etanolo), senza residui acidi. Non reagisce con calcestruzzo, marmo, metalli o ceramica. Compatibile con qualsiasi supporto edilizio.
La regola pratica: in edilizia professionale, il silicone acetico si usa solo su vetro e PVC — dove l’acido non crea problemi. Per tutto il resto (calcestruzzo, muratura, ceramica, alluminio, acciaio, marmo) il silicone neutro è l’unica scelta corretta.
BEKO Silicone Pro4: il sigillante neutro professionale
Il BEKO Silicone Pro4 è il sigillante siliconico neutro della gamma BEKO, classificato EN ISO 11600 F-25 LM (sigillante di facciata, classe di movimento ±25%, basso modulo elastico).
Gamma colori: Trasparente, bianco, grigio argento, grigio cemento, marrone medio — i colori più richiesti in edilizia per giunti su facciate, infissi e pavimentazioni.
Caratteristiche tecniche chiave:
– Allungamento a rottura: >400%
– Resistenza alle temperature: da –40°C a +150°C
– Tempo di formazione pelle: 30 minuti a 20°C, 65% UR
– Tempo di polimerizzazione completa: 24–48 ore (3 mm di giunto)
– Adesione senza primer: vetro, alluminio, acciaio inox, PVC, ceramica, calcestruzzo
Dove si usa tipicamente in edilizia:
– Giunti tra infisso e muratura (lato esterno e interno)
– Raccordi tra soglie e pavimentazioni
– Giunti di dilatazione tra elementi di facciata
– Sigillatura docce e sanitari (con versione antimuffa)
– Giunti perimetrali di pavimentazioni esterne su calcestruzzo
La classificazione EN ISO 11600
Per capire le sigle sulle confezioni di silicone, la norma EN ISO 11600 definisce due caratteristiche principali:
Tipo:
– F (Facade): per giunti di facciata esposti agli agenti atmosferici
– G (Glazing): per giunti su vetrate
Classe di movimento:
– 7,5 – 12,5 – 20 – 25: percentuale di variazione del giunto che il sigillante può assorbire. Un giunto da 10 mm con un silicone classe 25 può variare da 7,5 a 12,5 mm senza danneggiarsi.
Modulo elastico:
– HM (High Modulus): rigido, si deforma poco — per giunti con movimenti limitati
– LM (Low Modulus): morbido, si deforma molto — per giunti soggetti a movimenti termici importanti
Per i giunti tra infisso e muratura in Veneto — soggetti a escursioni termiche invernali/estive significative — un silicone F-25 LM (come il BEKO Pro4) è la classe corretta.
Come applicare il silicone correttamente
L’applicazione del silicone professionale segue una sequenza precisa. Ogni passaggio ignorato compromette la durata del giunto.
1. Pulizia e preparazione del supporto
Rimuovere polvere, vecchio sigillante, oli, disarmante e residui di lavorazione. Le superfici devono essere asciutte (minimo 24 ore senza pioggia). Usare BEKO Allclean o alcol isopropilico per la pulizia finale.
2. Nastro di mascheratura
Incollare il nastro di carta da entrambi i lati del giunto, perfettamente parallelo al bordo. Il nastro garantisce il profilo netto del giunto finito e protegge le superfici adiacenti.
3. Fondo di giunto (backer rod)
Per giunti profondi (>8 mm), inserire un fondo in polietilene espanso che limiti la profondità del sigillante. Il silicone lavora meglio con rapporto larghezza:profondità = 2:1 o 1:1. Un giunto troppo profondo crea eccesso di materiale e limita la deformazione elastica.
4. Applicazione del silicone
Applicare a pistola in un’unica passata continua, senza interruzioni. Inclinare il beccuccio a 45° nella direzione di avanzamento. Riempire completamente il giunto senza lasciare bolle.
5. Lisciatura e rimozione del nastro
Lisciare con uno spatola bagnata o con il dito inumidito immediatamente dopo l’applicazione. Rimuovere il nastro di mascheratura subito, prima che inizi la polimerizzazione superficiale.
Dove trovare i siliconi BEKO in Veneto
Epiù distribuisce la gamma BEKO — incluso Silicone Pro4 in tutti i colori, BEKO Allclean e la gamma di accessori per la sigillatura professionale — nelle filiali in Veneto.
→ Trova la filiale Epiù più vicina
→ Guida completa agli inerti e prodotti da cantiere
Domande frequenti
L'odore: il silicone acetico emette odore di aceto durante la polimerizzazione, il neutro è inodore. Sulla confezione è sempre indicato. In edilizia su calcestruzzo, marmo e metalli: sempre neutro.
Sì, senza danneggarlo. Il silicone acetico invece può corrodere il calcestruzzo e lasciare macchie bianche. Su tutti i materiali da costruzione porosi e calcarei, usare sempre il neutro.
20–25 anni se applicato correttamente su superfici pulite e con giunto dimensionato correttamente. La causa principale del cedimento prematuro è l'applicazione su superfici sporche o la dimensione del giunto sbagliata.
Rimozione meccanica con taglierino, poi pulizia dei residui con BEKO Allclean o acetone. Il nuovo silicone non aderisce sul vecchio polimerizzato — rimuovere tutto.
Minimo +5°C per l'applicazione. Sotto questa temperatura la polimerizzazione è lenta o incompleta. In inverno riscaldare il supporto e proteggere il giunto dal gelo nelle prime 24 ore.
